“Sorry kids…the fairytale is over”

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See, that’s what the app is perfect for.

Sounds perfect Wahhhh, I don’t wanna
kite62
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“La mia casa è qui: nel tuo abbraccio. Che sollievo, che pace. Niente più traslochi, niente più valigie e spazzolini e armadi: tutto quello di cui ho bisogno è qui, tra le tue braccia. Il mio domicilio è semplicemente – nell’angolo del tuo corpo dove posso ascoltare il battito del tuo cuore. ””

— Ghiannis Ritsos

scaldalemiemani
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Tutti coloro che ami sono altro da te. Conoscerai solo una piccola parte dei loro pensieri, e loro non conosceranno i tuoi. Avranno gioie e pene in cui tu non sei compreso, e giorni e notti in cui non sarai presente nelle loro emozioni. La loro storia è piena di ore che ti resteranno nascoste. È meraviglioso averli vicino, ma la loro vita non ti appartiene. Ascolta la pena che provi quando vi allontanate per un attimo,o per lungo tempo. Capirai quanto sarà triste perderli per sempre, o quando loro ti perderanno. Per ciò che manca al vostro amore, amali di più.

-Stefano Benni, Giura

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Partecipazione

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C’è questa cosa che non riesco a togliermi dalla testa, perciò vediamo se inquadrarla in un post mi aiuta a esorcizzarla.

L'altro giorno, mentre ero in pausa tra la milionesima riunione di lavoro e la successiva, mi son fatto un caffè e mi stavo soffermando su alcuni micro video e meme su Tumblr e Twitter. Era una pausa senza pretese, col solo obiettivo scaricare la tensione. All'improvviso però mi sono imbattuto in un tweet che ha cambiato tutto. Il tweet era taggato “Or dic una poesia”, che, per chi non lo sapesse, è un riferimento a Brunello Robertetti (Nota: se non sapete chi o cosa sia, shame on you ;) Andate a guardarvi un paio di cosette, le origini qui e una cosa più recente qui)

Il tweet era un frammento di vita in parlamento. C'era questo personaggio, un onorevole, che stava dichiarando le proprie intenzioni di voto. Non era in grado di parlare, pareva Robertetti. Letteralmente, non era in grado di pronunciare una frase in italiano di senso compiuto. Mi ha fatto ridere, all'inizio. Poi però ho continuato a pensarci, e ci penso ancora adesso.

Ora, io non so se questa persona stesse male, fingesse, o ci fosse dietro un disegno. Non importa. Il problema non è quell'individuo. Il problema siamo noi, siete voi, sono io.

La politica in UK ha molti problemi, amaramente noti, che non sto a elencare o questo post diventa un romanzo. Tuttavia:

Qui in UK, quando un voto importante passa per il parlamento, ciascun cittadino può andare a verificare quale sia stato il voto del proprio rappresentante, cioè la persona eletta nella propria circoscrizione. Nel caso vi sembri inverosimile, ecco qui un esempio

Qui in UK, la stragrande maggioranza degli aventi diritto al voto, se sono elettori attivi, conoscono il nome e cognome dell'onorevole (MP) che hanno eletto e che li rappresenta. E se i voti in parlamento, gli interventi e il loro percorso politico di quell'MP non è in linea con ciò che ci si aspetterebbe, ne chiedono conto. Scrivono loro lettere o email, e se non ottengono le risposte che si aspettano, quella persona scomparirà dal parlamento al prossimo giro.

Tornando al Tweet, quante persone conoscono il nome del proprio rappresentante in parlamento? Il nome della persona che il vostro voto ha contribuito a far eleggere. Quante persone ne conoscono il percorso e i voti espressi durante le votazioni più significative? Se li conoscete, vi ammiro e avete la mia stima. Se non li conoscete, rifletteteci.

Tutto questo per dire che la libertà, come diceva Mister G, non è stare sopra un albero, non è avere un'opinione, o poter fare una corsa: è partecipazione (Di nuovo, per chi non sapesse a cosa mi sto riferendo, ecco qui. Dal minuto 1:00, se andate di fretta).

Perciò, se e quando deciderete di tornare a votare, ignorate le parole dei leader di partito che sono sempre in TV o sui social. Pensate a Mister G, a quel tweet, o persino a questo post. Andate a verificare a chi state consegnando le chiavi della porta del parlamento. E decidete di conseguenza.

ilfascinodelvago
ilfascinodelvago:
“Ho un borsellino pieno di sogni 
Che io mi perdo in ogni vestito 
È tanto piccolo sta dappertutto 
Persino in un angolino 
E ogni volta che io lo apro 
I vecchi sogni volano via 
Ci entrano nuovi piccoli sogni 
Peccato son sempre...
ilfascinodelvago

Ho un borsellino pieno di sogni 
Che io mi perdo in ogni vestito 
È tanto piccolo sta dappertutto 
Persino in un angolino 
E ogni volta che io lo apro 
I vecchi sogni volano via 
Ci entrano nuovi piccoli sogni 
Peccato son sempre più grigi
Ho una valigia grande 
Con tutte le mie delusioni 
La trovo sempre sul mio cammino 
Persino sotto il cuscino 
La apro spesso specie la sera 
Quando ritorno più tardi a casa 
Metto ammucchiate le mie tristezze 
E non ce ne stanno più 
Proprio più